Ricordi di un Natale di tanti anni fa
Era il 1944 e abitavamo nella vecchia casa della Signora Teresa Croci nata Livio, ora di proprietà di Luigi Santos.
A fianco abitava la proprietaria di casa e al piano superiore tre operai italiani dell’allora fabbrica di cappelli Botta. Si trattava di Moretti Carlo, Porzio Riccardo e Lina Botta vedova Delloro.
A causa della guerra che non permetteva loro di rientrare dalle loro famiglie soggiornavano, bloccati, a Salorino e da alcuni anni non vedevano i loro cari.
La mattina di Natale del 1944 mia madre Nancy sentì alla finestra alcuni colpetti. Era il Carlo, Carlin per tutti noi di Salorino, che le disse “Buon Natale, ecco un piccolo regalo per i suoi figli”. Si trattava di due tavolette di cioccolato. Mia madre stupita ringraziò contraccambiando gli auguri e lui disse ancora “È un povero Natale, questa guerra ci uccide tutti”. Verso le 11 del mattino si sentì ancora battere sulla finestra. Era Riccardo che, piangendo, fece gli auguri dicendo “questo è un povero Natale” e consegnò un piccolo dono per mio fratello e me: due tavolette di cioccolato. Mia madre ringraziò commossa. Anche lui disse “Questa maledetta guerra non finisce più. Non vedo i miei cari da 2 anni”.
Avevo 5 anni e mio fratello Emilio 2. Il regalo più bello me lo fece però la mia mamma che con non pochi sacrifici mi acquistò un paio di occhiali perché già a quei tempi la mia vista era così così.
Sopra di noi si sentivano gli aerei che passavano per bombardare le città italiane.