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E’ uno degli alimenti più antichi e diffusi nel mondo. Oggi è spesso sostituito da surrogati come grissini, focacce, cracker… e anche un po’ demonizzata dai nutrizionisti. Il pane non era solo un alimento, era anche simbolo di famiglia e di comunione che accomunava i commensali. Nella tradizione rurale, sulla tavola stava un solo pane grande che veniva poi spezzato e distribuito.

Nella Bibbia il pane assume una valenza spirituale, è l’alimento che dà vita, dono della Provvidenza divina e diventa sostentamento nel pellegrinaggio terreno. Nei Vangeli, poi, Gesù si definisce “il pane della vita” è Lui che moltiplica i pani, ed è ancora Lui che nella preghiera del Padre Nostro “Dacci il nostro pane quotidiano” ci insegna a chiedere il necessario per la vita di ogni giorno. Anche nell’ultima cena, si narra che Gesù prese del pane e lo innalza ad essere il suo Corpo.

Ora, veniamo a noi e alle nostre antiche tradizioni.

In molte chiese, nelle ricorrenze di un qualche patrono, vige l’usanza di benedire il pane e di distribuirlo ai fedeli. Questa tradizione da secoli è radicata anche nella nostra Comunità, in occasione della festa del patrono S. Zenone. Appare dal nostro archivio parrocchiale un testo amanuense che descrive questa tradizione. Non esisteva ancora la nostra chiesa, eppure già nel lontano 1300 si parla della distribuzione del “pane di S. Zenone” ai poveri:

“Testamento di Andrea, detto Barlacio” di Salorino figlio del fu Marchesi.

Egli lascia al comune e agli uomini di Salorino un quartarium e mezzo di frumento e altrettanto di segale con i quali dovrà essere fabbricato il pane che sarà distribuito ai poveri del comune nella chiesa di S. Zenone nel giorno anniversario della sua morte.

Notaio: Guglielmolo della Torre 5 agosto 1325

Questa bella tradizione è giunta fino a noi e ne rendiamo grazie!