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La prevenzione degli abusi sessuali rappresenta una delle sfide più significative della nostra società contemporanea. Come psicologa specializzata nella prevenzione dei maltrattamenti infantili, vorrei dunque condividere con la nostra comunità parrocchiale alcune riflessioni su questo tema tanto delicato quanto importante.

Nella storia dell’umanità, purtroppo, gli abusi sui minori sono sempre esistiti. Oggi ne parliamo di più, e questo è un segno positivo: la crescente consapevolezza e il superamento di alcuni tabù permettono di affrontare il problema in modo più aperto ed efficace. Questa evoluzione nella percezione sociale ha portato a una maggiore comprensione del fenomeno e alla possibilità di implementare strategie di prevenzione più mirate.

Rompere il silenzio è fondamentale per proteggere i nostri bambini.

È importante sapere che gli abusi sessuali possono verificarsi in qualsiasi contesto sociale. Sebbene la famiglia rimanga purtroppo l’ambiente dove si verifica la maggior parte degli abusi, nessun altro ambito può considerarsi immune da questo fenomeno. Anche la Chiesa ha dovuto confrontarsi con questa dolorosa realtà, riconoscendo casi di abusi commessi da membri del clero, situazioni rese ancora più gravi dalla violazione della fiducia spirituale.

In ogni caso di abuso sessuale emerge una chiara dinamica di potere e controllo. L’abusante sfrutta la propria posizione di autorità, che può essere fisica, emotiva o spirituale, per sottomettere la vittima. Le conseguenze degli abusi sessuali sono profonde e durature. Chi subisce un abuso spesso sviluppa un trauma psicologico profondo che può manifestarsi attraverso difficoltà nelle relazioni interpersonali, problemi di fiducia e autostima, disturbi post-traumatici e difficoltà nella gestione delle emozioni. L’impatto sulla salute mentale può persistere per molto tempo, influenzando significativamente la qualità della vita della persona. Per questo è così importante lavorare sulla prevenzione.

Un esempio concreto del nostro impegno nella prevenzione è la recente collaborazione tra la Fondazione ASPI (Aiuto Sostegno e Protezione dell’Infanzia) e la Diocesi di Lugano, tenendo sessioni formative sulla prevenzione degli abusi con tutti i preti del Canton Ticino. È stato un passo molto importante, che dimostra una vera volontà di cambiamento e di impegno nella protezione dei minori.

Ma cosa possiamo fare concretamente? Prima di tutto, dobbiamo educare i nostri bambini sul loro corpo, insegnando loro che hanno il diritto di dire “no” a qualsiasi tocco che li metta a disagio, anche con persone che conoscono. È importante veicolare il messaggio che nessuno ha il diritto di toccare un/a bambino/a se non vuole. Se succede che una persona non rispetta questa regola, i bambini possono dirlo a qualcuno. È fondamentale creare un dialogo aperto, far sapere ai bambini che possono parlare di qualsiasi cosa accada loro, senza paura di essere giudicati o non creduti.

Come genitori e adulti di riferimento, dobbiamo prestare attenzione ai segnali: cambiamenti improvvisi nel comportamento, paure nuove o eccessive, problemi del sonno possono essere campanelli d’allarme da non sottovalutare. Insegnare il rispetto dei confini, aiutare i bambini a riconoscere e rispettare i propri limiti e quelli degli altri è una competenza fondamentale per la prevenzione.

Come comunità, abbiamo una responsabilità collettiva nel creare un ambiente sicuro per i nostri bambini. Questo significa non lasciare che il tema rimanga un tabù, credere ai bambini quando ci parlano, e sostenere le famiglie che hanno vissuto queste esperienze.

Solo mantenendo alta l’attenzione e lavorando insieme possiamo creare una comunità più sicura per i nostri bambini.

La prevenzione degli abusi è possibile, ma richiede l’impegno di tutti noi. È un cammino che dobbiamo fare insieme, con coraggio e determinazione, per garantire ai nostri bambini il futuro sereno che meritano.