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Enrico Sala, scultore e filantropo

Enrico Sala (1° settembre 1943 – 25 maggio 2024) ha vissuto e lavorato a Salorino. Dopo una vita movimentata, da apprendista meccanico si iscrive all’Accademia di Brera a Milano, dove entra come studente non proprio giovane. Qui apprende conoscenze nella pittura e in seguito scopre il suo talento per la scultura. Ne esce diplomato. Dopo aver conseguito il diploma, Enrico decide di rimanere in Ticino. Inizia un periodo di insegnamento nelle scuole, che in seguito lascia per dedicarsi completamente all’arte della scultura. Nel 1985 ottiene la Maestria in Art Plastiques presso la facoltà di Paris VIII a Saint-Denis.

Nel corso dei suoi primi anni di artista, lavorando incessantemente nel suo atelier di Salorino, crea molte sculture. Le sue opere, nate da pietre locali e da diversi tipi di marmo provenienti da varie parti del mondo, rappresentano figure plastiche, figure stilizzate femminili, maternità, coppie o famiglie e simboli di speranza e vita, temi ispirati anche dal contesto umano del suo paese e dalla sua profonda sensibilità spirituale.

Enrico ha realizzato anche opere per la comunità:

  • una Madonna in marmo di Arzo e un crocifisso in bronzo per la chiesa di Salorino,
  • una Madonna in marmo azzurro di Cordoba per l’oratorio di Somazzo,
  • e una croce in marmo azzurro di Cordoba per l’oratorio di Cragno, ed altre ancora.

Enrico vive la sua vita in modo semplice e generoso: oltre che artista, è stato anche un filantropo, impegnato per quasi trent’anni in Cambogia, dove ha contribuito alla costruzione di pozzi d’acqua, scuole, ospedali, maternità e altro ancora.

La vita a Salorino è per lui un rifugio e un punto di rinascita. Dopo aver affrontato un’operazione alla schiena che compromette la sua attività di artista e filantropo, attraversa anni difficili; ma nel suo atelier di paese ritrova forza e fede creando una croce di marmo azzurro che poi dona a Papa Francesco nel 2018, un momento che egli stesso descrive come profondamente rigenerante.

In sintesi, Enrico Sala a Salorino ha vissuto esplorando il mondo e i diversi tipi di marmo ne sono la testimonianza: un uomo che ha saputo unire creatività, spiritualità e solidarietà, trovando nel suo paese natale il luogo ideale per far crescere sia le proprie opere che la propria umanità.

Mostre espositive

Le sue prime mostre iniziano con la pittura nel 1971 a Villa Ciani a Lugano, in seguito a Milano alla Galleria Globarte, al Centro Culturale di Arese e proseguono con una presenza a Wil (SG), nel 1978 alla Biblioteca Comunale a Ponte S. Pietro. La prima esposizione di sculture si tiene presso la Galleria Tonino di Campione d’Italia con una monografia di Grytzko Mascioni. Presente a mostre collettive come quella curata dalla Fondazione Bobbià per le Arti Figurative di Stabio nel 1983. Presso la Galleria Beato Berno di Ascona una collettiva organizzata dalla Fondazione Diamante con la SPSAS Ticino, della quale era membro. Nel 1988 a Gubbio si tiene un “Campo d’osservazione” con una mostra di diversi scultori dove Enrico è presente. Ne seguono altre come quella presso il Comune di Cadempino ed in alcune Banche del Cantone. La nuova Galleria personale a Salorino la inaugura nel 1999 riattando dei rustici.

Realizzati più di 1000 pozzi per l’acqua potabile

Nel 1993 Enrico Sala visita le rovine del Tempio di Ankor Wat in Cambogia. Durante il viaggio, ha modo di vedere le condizioni di vita dei cambogiani, senza elettricità e servizi. Persone che sono scampate al genocidio del dittatore Pol Pot e si sono nascoste nella foresta. Vivevano e vivono ancora oggi in capanne di legno e paglia rialzate da terra, prendevano l’acqua da buchi nel terreno. Nel 1994 Enrico ritorna e costruisce il primo pozzo di acqua potabile nel villaggio di Rohal, poi a Kravan e Srasron, luoghi che si trovano a nord di Siem Reap. Così inizia la sua storia di missionario.

Recensioni

A Enrico Sala sono state dedicate molte recensioni, alla sua prima esposizione di sculture a Campione d’Italia, da Grytzko Mascioni, scrittore e giornalista. Ne sono seguite tante altre in occasione delle sue mostre, scritte ad esempio da: Gabriele Quadri, Giorgio Lazzeri, Gloria Perucconi, Edoardo Agustoni e tanti altri.

Riconoscimenti

La Fondazione Iside e Cesare Lavizzari, la Società Svizzera Impresari Costruttori Sezione Ticino, Comuni ed enti diversi hanno contribuito con aiuti finanziari per il suo impegno umanitario in Cambogia.

Un cuore cambogiano

Enrico è tra i quattro finalisti del prestigioso riconoscimento della Rotary Club di Hong Kong “The one”. Il premio viene assegnato a un personaggio che ha fatto cose fuori dal comune per il bene dei nostri simili.

Trovandosi tra i finalisti ha diritto a un premio di 50 mila dollari, mentre se dovesse vincere il premio è di 100 mila dollari, soldi da utilizzare per i suoi amici cambogiani.

Il 6 giugno 2013 riceve il premio di 50’000.- dollari da parte della Cina, riconoscimento a livello mondiale.

Scultore in pietra e filantropo di Salorino, per quasi 30 anni Enrico ha operato in Cambogia con la sua volontà e con il contributo di moltissimi sostenitori ticinesi e di alcune organizzazioni come l’Associazione Amici di Padre Mantovani, con un importante aiuto finanziario. Durante la sua vita Enrico ha contribuito alla costruzione di 44 scuole con 170 aule, 13 centri della salute, 16 ospedali con maternità. È riuscito inoltre a consegnare più di 6 mila uniformi scolastiche, a smistare 400 chili di vestiti provenienti dalla Svizzera e a distribuire oltre 100 tonnellate di riso nei paesi più poveri della Cambogia. A tutto questo va aggiunto l’impegno per iniziare a pagare gli stipendi ai medici e a fornire tutti i medicinali necessari. In Cambogia, la scomparsa di Enrico Sala è stata vissuta con molta apprensione. La sua presenza nel nord della Cambogia è durata 30 anni lasciando un segno profondo nella popolazione e nel territorio e viene ricordato con stima e riconoscenza in svariati modi.

La scultura: un dono senza tempo

Ammirare non costa nulla, la Galleria Enrico Sala ha accesso libero. Chi desidera possedere una scultura di Enrico Sala sa che è per sempre. Rappresenta il lavoro di un artista per l’arte e per l’essere umano, nel suo caso per gli ultimi della Cambogia. Esporre e far conoscere a un grande pubblico, anche attraverso il web, ha lo scopo di riuscire a mantenere vivo il ricordo di Enrico Sala, di poter conservare e gestire un patrimonio artistico che come tutte le opere d’arte devono essere custodite durevolmente e in modo idoneo e se sarà il caso continuare con la filantropia, scopo che Enrico ha perseguito per lungo tempo nella sua vita.

Non da ultimo, far “viaggiare” le sue opere per il mondo come lui ha vissuto.

Per visitare la galleria presente a Salorino potete contattare:

Sala Flora – tel. 079 548 26 27, florasala12@gmail.com

Fior Ivan – 079 776 29 08, fiorivan@hotmail.com

oppure visitare la pagina galleria-enrico-sala-salorino.ch.