I defunti: sono invisibili, ma non assenti
Oltre la morte
Il nostro cuore ci conduce nei primi giorni di novembre sulle tombe dei nostri cari, per recare loro un particolare omaggio: non si soffermi il nostro gesto, anche se indubbio segno di gratitudine e di affetto, ai lumi, ai fiori. Sorretti da una fede che trasfigura la morte, che ci dischiude, oltre i suoi freddi confini, la visione di una vita immortale, dobbiamo inoltrarci per le vie della preghiera e dei sacramenti, alla ricerca di un più vivo contatto con i nostri morti. I fiori appassiscono, i lumi si spengono, anche il più resistente dei marmi finirà per sgretolarsi, ma il ricordo è vivo e presente. Sempre. Loro sono con noi, sono i santi di casa nostra, i nostri santi. Il cimitero, che i nostri padri chiamavano camposanto, è la casa dei ricordi, la casa della nostalgia e della gratitudine, la casa degli affetti più intensi, la casa di tutti. La casa del silenzio per risentire la voce dei nostri cari e risalire, con gratitudine e nostalgia il prezioso cammino compiuto con loro, che vivono ancora: in Dio e nel nostro cuore.
Sono questi i tuoi Santi
E dunque, Signore, non guardare ai nostri peccati,
ai nostri quotidiani tradimenti, a tutte queste viltà segrete e palesi,
ma guarda alla fede di tutti i giusti della terra:
ai giusti di qualunque religione e fede, ai giusti senza nome,
silenziosi e umili, uomini e donne di cui nessuno ha mai avvertito che neppure esistessero e invece il loro nome era scritto sul tuo Libro:
gente che incontravamo per via
e neppure salutavamo, e loro invece ti salutavano
e pregavano per te e tu non sapevi: qualcuno che abitava in periferia,
altri, nei campi, gente del deserto:
il portinaio di qualche monastero, una madre,
la quale ha solamente dato,
e un altro che è riuscito a perdonare.
Signore, sono costoro che ti rendono gloria a nome dell’intero creato,
a nome di tutto il genere umano: moltitudine che mai nessuno riesce a numerare,
Signore, guarda a tutti coloro che non sanno neppure se esisti e chi sia il tuo Cristo (forse per causa nostra)
e invece sono vissuti per la giustizia e la verità e la libertà e l’amore…
Per queste cose hanno attraversato il mare della grande tribolazione:
hanno subito chi la deportazione e l’esilio, chi le feroci torture e il lungo carcere;
e altri sono stati fatti sparire come se non fossero mai esistiti sulla faccia della terra:
bambini, donne e sacerdoti, e altri che hanno sopportato ogni avvilimento e disprezzo e oblio:
sono essi i tuoi santi che ora compongono la “mistica rosa” del tuo paradiso,
fra gli stessi santi dei nostri calendari: sono loro a
comporre anche la tua gioia, la grande festa nei cieli.
Amen.
David Maria Turoldo