UN SALMO: il Salmo 41
“Beato l’uomo che ha cura del debole, nel giorno della sventura il Signore lo libera. Veglierà su di lui il Signore, lo farà vivere beato sulla terra, non lo abbandonerà alle brame dei nemici. Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore, gli darà sollievo nella sua malattia. Io ho detto: “Pietà di me Signore; risanami, anche se contro di te ho peccato”. I nemici mi augurano il male. Contro di me sussurrano insieme, contro di me pensano il male. Anche l’amico in cui confidavo, alza contro di me il suo calcagno. Ma tu, Signore, abbi pietà e sollevami. Da questo saprò che tu mi ami, se non trionfa su di me il mio nemico; tu Signore mi sostieni, e mi fai stare alla tua presenza per sempre.”
È la preghiera di un uomo gravemente malato. Il povero del Signore è tormentato da “un morbo maligno” e vede aggravata la sua sofferenza dal giudizio malevolo dei suoi nemici.
L’orante, gravemente infermo, dichiara subito quanto sia grande l’opera di carità verso un infermo: “Beato l’uomo che ha cura del debole”. Il pietoso soccorritore sarà aiutato in tutto da Dio e quando sarà anche lui ammalato e sofferente avrà sollievo dal Signore.
La situazione del salmista è drammatica poiché i suoi nemici, vedendolo in grave situazione, si rallegrano e sperano la sua morte. Alcuni lo vanno a trovare, ma non per dargli sollievo, bensì per vedere la sua disgrazia. Essi dicono parole di convenienza, false perché vi è assente il cuore. Poi uscendo fuori sparlano, si abbandonano alla diffamazione.
Il sofferente, tuttavia, non cade nella disperazione, ed esprime la sua fiducia in Dio, la sua preghiera di essere guarito. Egli non è un rigettato da Dio, poiché, aiutato da Dio, può stare alla Sua presenza, e questo sarà per sempre il suo premio.
Il contenuto di questo salmo è paradossale: un uomo è gravemente malato e i suoi nemici ridono di lui.
La solidarietà, la vicinanza, il bene e l’affetto, dovrebbero essere gli elementi umani di prossimità verso ogni malato; poi per un credente si aggiunge anche la preghiera e la carità come mezzi spirituali che possono essere di aiuto alla persona sofferente.