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Sono nato e cresciuto a Rodero, un piccolo paese di 1200 abitanti in provincia di Como, confinante con Stabio.

Fino alla costituzione della Diocesi di Lugano, il Ticino era sotto la giurisdizione della Diocesi di Como e i sacerdoti parroci vivevano un frontalierato pastorale. Tanto che uno dei parroci che nei secoli si sono alternati al servizio della comunità di Rodero, fu un certo Don Giovanni Battista Brenni, nativo di Salorino. Fu un pastore molto zelante e spiritualmente attivo nel proporre le devozioni che a quel tempo scandivano la vita dei fedeli. Risulta anche un uomo forte di carattere e combattivo nel fare gli interessi della parrocchia.

Dal libro “Rodero, il nostro paese” edito nel 2003 si legge a riguardo del nostro Don Brenni: “Giovanni Battista Brenni da Salorino - Svizzera (23 dicembre 1712 – maggio 1721). Sacerdote fondamentale per la nostra storia, fece ricostruire la chiesa di San Maffeo - sapendo dei danni che la grandine provocava da diversi anni – dedicandola a San Grato, patrono contro le tempeste. Si oppone con decisione alla pretesa dei priori di Stabio di interferire nelle nomine della Confraternita del Rosario di Rodero. Non si dimentica del nostro paese neppure quando sarà trasferito a Marchirolo: dona la Via Crucis e un bellissimo quadro di San Luigi. Egli introduce la devozione a questo santo tra la nostra gente. Il suo reddito per la cura d’anime consisteva in sei moggie di frumento e segale, dodici brente di vino e alcune pertiche di terra al “prato delle coste”, ascendente a trecento scudi”.

Sono contento di poter “contraccambiare” quanto la mia parrocchia ha ricevuto dal salorinese Don Brenni. Non potendo celebrare qui, la Messa tutti i giorni, dodici brente di vino… mi basteranno per un decennio!

Riposa in pace santo curato Brenni!